mercoledì 29 maggio 2013
ARENA, in partenza il nuovo progetto...
Nuovo progetto in partenza.... si chiama "ARENA". In pratica una selezione di personaggi storici se le daranno di santa ragione per stabilire chi è "il boss"...chi ha inciso di più sulla storia ecc....il tutto organizzato come brevi storie a fumetti che ricreano lo scontro a suon di cazzotti, colpi bassi, armi segrete e mosse finali che ogni personaggio avrà a disposizione...come L'incendio definitivo di NErone, La Mossa segreta della ghigliottina di Robespierre ecc... Gli scontri avranno la parvenza di un picchiaduro in stile videogame e l'esito sarà deciso da tutti tramite un sondaggio attivo (tipo televoto) sul blog che sarà messo online in questi giorni.
Sul blog apposito (questo), ci sarà spiegato tutto alla perfezione con approfondimenti vari come le schede dei personaggi, i sondaggi, il merchandising abbinato al progetto e la possibilità di poter scegliere gli ultimi 2 combattenti del roster.
State sintonizzati perchè starà a voi scegliere il personaggio storico "Definitivo"!
Questa è la scheramata di selezione.....riuscite a riconoscere tutti i personaggi che fanno parte del cast???
Etichette:
disegni vari,
fumetti,
produzioni
venerdì 24 maggio 2013
Quando la pubblicità regala una perla di nostalgia...
Girando per la rete mi sono imbattuto in una pubblicità nuova della peugeot 208. Voglio dire...già il solo fatto di ricreare le mitiche Wacky Racer è stata una genialata....ma anche metterle in scena, dargli una seconda vita e farle correre di nuovo...è una vera chicca per gli appassionati.
Gustatevi il filmato su youtube.... per i fan anni '80 è una figata pazzesca!!!
Gustatevi il filmato su youtube.... per i fan anni '80 è una figata pazzesca!!!
Etichette:
dalla rete,
succede nel mondo
giovedì 23 maggio 2013
Necronomicon... Dinner Show al castello di Gusciola. Ancora un successo.
Quarto show messo in scena al castello di Gusciola, questa volta il tema era il NEcronomicon e l'avvento di alcuni demoni. Ottima serata nella suggestiva ambientazione del castello. Nuovi attori in splendida forma e vecchie leve sempre una sicurezza. Grazie a tutti ragazzi. E lasciando alcune foto....vi aspettiamo per il prossimo evento!!!
Stay Tuned.
Etichette:
collaborazioni,
obsure,
show
giovedì 16 maggio 2013
Icarus Film Reviews: The Avengers
....In una vignetta buttata lì....il mio pensiero sul film.
Da vedere assolutamente per passare un paio d'ore all'insegna del "Superheroes style"
Da vedere assolutamente per passare un paio d'ore all'insegna del "Superheroes style"
sabato 20 aprile 2013
Da Vinci's Demons. Nuova serie sul Nostro geniaccio Toscano
Che poi uno pensa....ma gli italiani non potevano pensarci prima?
Un Character come Leonardo, un periodo storico dove tradimenti, sotterfugi e cospirazioni erano il pane quotidiano e tutto il resto che stà dietro all'epoca hanno il potenziale per fare una serie televisiva coi controfiocchi.
Ed ecco quindi nascere la serie in questione. Dal pilot si possono già tirare le prime conclusioni (personali ovviamente). Cast semisconosciuto, ma davvero in ottima forma. Specialmente l'attore principale: interessante e folle ed estremamente adatto al ruolo del genio estroverso ed un pò pazzo. Ottima la storia di cornice, che ci mostra la firenze dell'epoca con tutti i suoi intrighi di corte ed equilibri precari. Molto sotto tono invece gli effetti in computergrafica nelle ricostruzioni dei luoghi. Sembrano presi pari pari da un gioco per computer e cozzano parecchio con il resto del girato. Peccato. Geniali però gli effetti in alcune circostanze. EPICA la scena in cui Leonardo studia al mercato il volo degli uccelli!!
Le premesse ci sono tutte per farne una serie di successo...speriamo che il tutto non si perda in una bolla di fumo, perchè poi...sotto sotto...questa cosa ci fa pure un bel pò di pubblicità.
Aspettiamo di vedere il proseguo del tutto per una recensione più diretta.
Stay tuned!!!
Etichette:
serie tv
mercoledì 17 aprile 2013
Spighe
Colonna sonora: "Luci' fer, you got some ' splainin' to do!" di Jay Gruska
Quel
campo recintato era sempre stato una meta ambiziosa per i bambini di quel
piccolo paesino di provincia. Una volta era tutto aperto, ed il massimo che
potevano incontrarci era qualche contadinotto infastidito dalla loro presenza.
Ma ora era diverso. Da quando quel campo era stato comprato da una
multinazionale semisconosciuta che aveva recintato tutto con alti recinti metallici, si susseguivano le
storie e le leggende più disparate. Quando i tre bambini, poco più che undicenni, trovarono
quell’apertura nella rete che sembrava quasi invitarli ad entrare, non ci
misero molto a decidere di addentrarsi in quel campo di grano misterioso. Era
una splendida giornata di sole di luglio e le spighe di grano sovrastavano in
altezza tutti e tre di almeno un metro. Il bambino che apriva la piccola fila,
Walter, era quello un po’ più grande degli altri due, poi seguiva Shara, una
bambina sempre sorridente con due lunghe trecce biondo oro. Infine c’era
Michael, l’intellettuale del gruppo, con una notevole parlantina per la sua età
ed un paio di occhiali spessi ad ingrandirgli gli occhi. “Secondo me era meglio
non entrare…” bisbigliò Michael. “Fifone!” tuono Walter “Cosa vuoi che ci sia
di così spaventoso in un campo di grano!” Rispose spavaldo, ma in realtà non
era per niente convinto; soprattutto quando una grossa ombra a forma di croce
si stagliò sul terriccio tra le spighe. I tre si fermarono ed alzarono la testa
all’unisono abbagliati dal sole. Un grosso spaventapasseri stava lì. Immobile.
A fare da guardia in quei metri di grano. Non c’erano corvi ed i suoi occhi di
bottoni sembrava fissassero proprio il gruppo. Nessuno dei tre disse niente;
rimasero solamente immobili a fissare quell’ammasso di paglia, stracci e rami
secchi. Poi accadde. Accadde davvero. Lo spaventapasseri ruotò velocemente la
testa e allungò una delle sue pseudobraccia verso i bambini cercando di
afferrarli. I tre fuggirono a gambe levate urlando, facendosi strada tra le
spighe per ritrovare l’uscita da quel campo convinti che quello spaventapasseri
fosse sceso e stesse correndo dietro di loro. Troppo tardi si resero conto di
essere da soli. Walter adesso non era più tanto spavaldo e sicuro. “Dove
siete??” Gridò. Ma non ottenne nessuna risposta. Shara invece lo aveva sentito
ma per il fiatone della corsa non riusciva a rispondergli. Dovevano essersi
divisi di alcuni metri, ma tra tutte quelle righe giallo oro prodotte dal grano
sembravano chilometri. Michael era rimasto più indietro di tutti e solo quando
smise di correre si accorse di essere solo e di essere rimasto nello stesso
punto di prima, infatti lo spaventapasseri lo aveva bloccato con un grosso
palo. Con un dito ligneo e scarno sfilò gli occhiali del bambino e li mise sui suoi bottoni, poi spalancò la
cucitura che formava la bocca facendo saltare un punto di sutura dopo l’altro.
Michael riuscì a stento a liberarsi dalla sua presa e riprese a correre
chiedendo aiuto, inseguito da alcuni corvi che erano usciti dalla bocca dello
spaventapasseri. Corse e corse per quelli che sembravano ore senza trovare
nessuno…solo il solito sentiero ed il solito grano. Shara vide passare il suo
amico ad un paio di metri da lei…ma dalla sua bocca non usciva nessun suono.
Era un sogno…doveva essere un sogno. Pensò. Poi una miriade di formiche uscirono
dalle taschine dei suoi pantaloni oramai sporchi di terra rossiccia. Cominciò a
scacciarle una ad una fino a quando non si accorse che quelle formiche stavano
crescendo…adesso avevano le dimensioni di un cane ed erano diventate anche più
pesanti. Cominciò a gattonare per raggiungere l’uscita ricoperta da quelle
formiche gigantesche, ma si fermò quando andò a sbattere contro Michael che immobile
guardava la recinsione e Walter che
stava cercando l’apertura da cui erano entrati. Walter non era più lui. Il bambino che era entrato adesso dimostrava almeno ottanta
anni. I vestiti piccoli e strappati sembravano totalmente inadeguati e
fuorimisura per quello che ora era un vecchio. “Ragazzi”…disse “chè stà
succedendo? Perché mi guardate così?” balbettò. Poi vide i due bambini
sollevarsi da terra di alcuni centimetri come se la brezza del vento fosse in
grado di farli volare, cominciarono a vorticare su loro stessi fino a creare
strane forme geometriche all’interno del campo. Questo strano vortice risucchiò
anche Walter, che nel frattempo aveva ripreso le sembianze del bambino che era. Ed i tre bambini
giravano, giravano, giravano e tra loro anche molte spighe strappate, polvere
marroncina, mosche e ramoscelli secchi. Poi all’interno del vortice alcune
tavole di legno si unirono a formare una porta che, aprendosi, risucchiò tutti
e tre i bambini facendoli ricadere a terra pesantemente. Nessuno si fece male,
e Walter sollevò di peso gli altri due. “Correte!!!” gridò. “Andiamo”! Anche
Shara aveva ripreso il possesso della sua voce anche se adesso suonava cupa e
rallentata. Le sue trecce si allungavano ad ogni passo e Michael cercò si
sorreggerle per facilitare la loro fuga. Walter strappava le spighe con ogni
cosa, con le mani, con i denti e perfino a pugni pur di trovare l’apertura nella
recinsione. Michael si accorse perfino di avere una gamba in più, e si
meravigliò di quanto potesse correre veloce. Poi il riflesso del sole sul
metallo della recinsione fece tirare al gruppo un sospiro di sollievo.
Ce
l’avevano fatta. Walter usci dall’apertura
senza nemmeno fermarsi, seguito dagli altri due. Tutto era tornato normale ma,
senza mai voltarsi nemmeno una volta, continuarono a correre fino a casa.. Non
notarono nemmeno la macchina scura parcheggiata vicino alla strada. Al suo
interno due uomini con spessi occhiali da sole seguirono tutta la vicenda. “Questo
non farà piacere al boss….”disse uno di loro. Poi scrisse su un taccuino“…la durata
dell’allucinogeno che stiamo producendo è troppo breve. Forse la propagazione
aerea e la mistura con il grano non sono ottimali. Per essere messa sul mercato
questa droga deve essere modificata”.
Poi chiuse seccato, e si accese una sigaretta.
Etichette:
Racconti brevi
giovedì 11 aprile 2013
Il Profumo dell'Oblio
La
luce quasi eterea, come prodotta da un'aurora boreale, iniziava ad
illuminare la piccola stanza dipingendo di tinte vacue e refrattarie lo scarno
arredamento presente. Il pavimento era ricoperto da
mattonelle di una tonalità bluastra che ricordava certi fiori tropicali solcati
da gocce di rugiada.
Niente altro. Nessuna porta, nessun mobile, una sola finestra. Per altro tutta appannata, giusto a rivelare che quella stanza era in contatto con l'esterno. A modo suo. C'era poi una scrivania posta in un angolo, ed una culla ricoperta da un drappo di seta bluastro proprio al centro della stanza. Una piccola mano cominciò a scostare il drappo di seta fino ad aprirsi un varco in quel dedalo di pieghe, poi la piccola testa di un neonato si affacciò curiosa sul bordo della culla. Ben presto il piccolo sembrò completamente sbilanciato verso una rovinosa caduta sul pavimento, ma non sembrava spaventato anzi, forse era proprio quello che voleva.
Niente altro. Nessuna porta, nessun mobile, una sola finestra. Per altro tutta appannata, giusto a rivelare che quella stanza era in contatto con l'esterno. A modo suo. C'era poi una scrivania posta in un angolo, ed una culla ricoperta da un drappo di seta bluastro proprio al centro della stanza. Una piccola mano cominciò a scostare il drappo di seta fino ad aprirsi un varco in quel dedalo di pieghe, poi la piccola testa di un neonato si affacciò curiosa sul bordo della culla. Ben presto il piccolo sembrò completamente sbilanciato verso una rovinosa caduta sul pavimento, ma non sembrava spaventato anzi, forse era proprio quello che voleva.
Cadde così sulle fredde
mattonelle della stanza ed a fatica riuscì a mettersi a gattoni per poi
cominciare ad avanzare verso la scrivania. Si fermò solo per un attimo ad
ammirare il riverbero delle luci azzurrognole poi, arrivato alla sedia, alzò la
testolina ed iniziò a scalare le gambe di legno. Passo dopo passo riuscì a raggiungere
la cima e ad assumere una posizione vagamente seduta e avvicinò a sé un foglio di carta bianca. Poi notò un
vecchio calamaio con una lunga penna d'oca che sembrava essere apparsa dalle
ombre come dal nulla. Sollevò lentamente la penna e, accarezzandola, provò una
strana sensazione. Immerse la penna nell'inchiostro e, dopo aver osservato una
goccia di liquido nero cadere sul tavolo, cominciò a scrivere....”Simon”
Primo piano sulla fiamma di
una candela. Il neonato soffiò sulla piccola fiammella spengendola. Non aveva
notato la candela quando aveva cominciato a scrivere, ma adesso che guardava
meglio si accorse che non aveva notato nemmeno il grande orologio a pendolo
dietro di lui. Piegò la testolina di lato e cominciò ad ondeggiarla a ritmo. Tic, tac,
tic, tac, tic, tac, tic, tac, tic, tac, tic, tac, tic, tac.
Il piccolo non sapeva leggere ovviamente,
ma riuscì a vedere che le ore erano messe a caso sul quadrante e che le
lancette erano pressoché inesistenti.
Lasciò cadere la penna d'oca quando sentì che il livello dell'acqua
aveva raggiunto la punta dei suoi piedini. Quella nuova sensazione lo fece
sorridere e restò, come incantato, a fissare quelle strane creaturine che si
contorcevano sotto la superficie illuminata dal riflesso della luna. Molti girini nuotavano in grossi banchi, muovendosi
all'unisono fermandosi solo per sbirciare fuori dall'acqua. Alcune grosse anguille saettavano tra le gambe
di legno della sedia emanando bagliori argentei. Fortunatamente il livello dell'acqua cessò di salire quasi subito lasciando
che alcuni variopinti pesci pagliaccio solleticassero le palme dei piccoli
piedi del neonato che, sorridendo, appallottolò il foglio di carta e lo
gettò nell'acqua.
|
Quella palla informe di cellulosa vagava come senza meta sul liquido
finché non si fermò e sprofondò come strattonata da una forza misteriosa.
Il piccolo sgranò gli occhioni per vedere meglio la sua pallina che si
allontanava verso il fondo poi, incrociò le braccia e, per un istante, sembrò
che capisse veramente quello che presto sarebbe successo. Una botola si aprì nel pavimento risucchiando
l'acqua e tutti i pesci che vi nuotavano facendoli scomparire chissà dove. Un
unico pesce rimase nell'angolo opposto della stanza, e agonizzante boccheggiava
cercando di respirare il liquido che non riusciva più a trovare. Il neonato
aprì un cassetto da cui prese una piccola canna da pesca. La montò e gettò
l'esca verso il pesce che, puntualmente, abboccò. Poi iniziò a girare il
mulinello e ad osservare il pesce che veniva trascinato fino all'estremità del
cassetto; dove poi lo ripose chiudendolo con una chiave a forma di balena.
Il bambino pensò che l'ombra che poteva intravedere fuori della
finestra fosse solo generata da qualche riflesso lunare, ma quando questa si spalancò lasciando entrare una forte corrente d'aria mista a finissime gocce di
pioggia, capì che non era proprio così. Un grosso rapace entrò nella stanzina
sbattendo le ali, poi fece un giro veloce e si appollaiò sul tavolo, proprio
accanto al bambino. I due restarono a fissarsi per alcuni secondi, come se
studiassero la prossima mossa da fare. Infatti il bambino buttò tutti i fogli
che erano sul tavolo e spostò l'alfiere nero in una posizione migliore. Il
rapace sollevò pesantemente una zampa e fece avanzare un pedone di due caselle.
Il bambino guardò la scacchiera di marmo e scosse la testolina poi, come
illuminato da un'idea improvvisa fece arretrare il cavallo nero. Il grosso
rapace emise un forte verso di disappunto e volò sul bordo della finestra
ancora aperta.
Scacco matto; pensò, e con la manina stese il re sul fianco. Il suo
avversario non c'era più, era volato via dalla finestra, ma al suo posto adesso
c'era un vecchio televisore in bianco e nero.
Con la manina girò una manopola e alcune immagini iniziarono a
visualizzarsi sullo schermo. Presto però si fecero sfuocate ed il neonato stufo
scese dalla grossa sedia e si tuffò come i pesci nella botola, scomparendo
dalla stanza.
Fuori della finestra il grosso rapace si avvicinò su un ramo e sembrò deluso di non aver visto quello
che stava trasmettendo il televisore. Poi vide il suo re steso di fianco ed il
piccolo che non c’era più.
“Buona vita Simon”. Pensò.
Nello
stesso momento, in un ospedale, un bambino che non sarebbe dovuto nascere,
veniva alla luce.I genitori lo chiameranno Simon.
Etichette:
Racconti brevi,
romanzi e racconti
Iscriviti a:
Post (Atom)












